I lavoratori statali sono in attesa di un’importante novità riguardo agli Arretrati e agli aumenti salariali previsti dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024. Il ministro della Pubblica Amministrazione in un’intervista di inizio mese, ha indicato febbraio 2025 come il mese in cui saranno pagate le cifre derivanti dal rinnovo del CCNL 2022-2024. Questi arretrati riguardano il periodo compreso tra il 2022 e l’inizio del 2024, quando il contratto è stato rinnovato, ma non ancora applicato nei cedolini. Tuttavia, gli auspici politici devono fare i conti con alcuni passaggi burocratici ancora necessari. Il 23 gennaio 2025, infatti, è previsto il via libera da parte della Corte dei Conti sull’accordo sindacale di rinnovo, come riportato oggi da Il Sole 24 Ore. Questo passaggio è fondamentale per garantire la legalità e la corretta applicazione dell’accordo, ma non rappresenta la fine del processo. Successivamente, sarà necessaria la firma definitiva del testo contrattuale tra ARAN e sindacati. Un passo formale ma essenziale prima che gli aumenti e gli arretrati possano essere effettivamente versati.
I lavoratori statali sono in attesa di un’importante novità riguardo agli Arretrati e agli aumenti salariali previsti dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024. Il ministro della Pubblica Amministrazione in un’intervista di inizio mese, ha indicato febbraio 2025 come il mese in cui saranno pagate le cifre derivanti dal rinnovo del CCNL 2022-2024. Questi arretrati riguardano il periodo compreso tra il 2022 e l’inizio del 2024, quando il contratto è stato rinnovato, ma non ancora applicato nei cedolini. Tuttavia, gli auspici politici devono fare i conti con alcuni passaggi burocratici ancora necessari. Il 23 gennaio 2025, infatti, è previsto il via libera da parte della Corte dei Conti sull’accordo sindacale di rinnovo, come riportato oggi da Il Sole 24 Ore. Questo passaggio è fondamentale per garantire la legalità e la corretta applicazione dell’accordo, ma non rappresenta la fine del processo. Successivamente, sarà necessaria la firma definitiva del testo contrattuale tra ARAN e sindacati. Un passo formale ma essenziale prima che gli aumenti e gli arretrati possano essere effettivamente versati.